Cos’è un manga sulla cybersecurity e perché funziona nella Cybersecurity awareness?

Copertina del capitolo 0 di ACCIAIO://CODICE, con due guerrieri di spalle ai due lati di una crepa luminosa che spacca una via della Kanazawa feudale

Cos’è un manga sulla cybersecurity e perché funziona nella Cybersecurity awareness?

I contenuti di awareness invecchiano più velocemente di quanto vorremmo, e per un motivo molto concreto: insegniamo a riconoscere determinati segnali, ma quei segnali appartengono a un’epoca.

Il mittente sconosciuto. Il dominio con una lettera modificata. Il saluto generico, gli errori di ortografia, l’allegato fuori contesto. Tutto questo funzionava quando l’attacco arrivava via email ed era scritto da qualcuno di fretta.

Oggi il messaggio arriva su WhatsApp, la voce del direttore è identica a quella del vero direttore e il testo è impeccabile, perché è stato scritto da un modello linguistico. Gli indizi sono cambiati, ma la tecnica d’attacco è rimasta la stessa.

Da qui nasce ACCIAIO://CODICE, il manga sulla cybersecurity che abbiamo appena aggiunto al catalogo.

A differenza del fumetto occidentale, il manga si legge da destra verso sinistra, sia all’interno della pagina sia passando da una pagina all’altra. Ed è proprio questo l’ordine che abbiamo mantenuto.

Per questo il capitolo 0 si apre con una guida in tre passaggi dedicata a chi non ha mai letto un manga: mostra in quale ordine sfogliare le pagine, in quale ordine leggere le vignette e in quale ordine seguire i dialoghi. Nessuno resta escluso a causa del formato.

Perché un manga funziona per insegnare la cybersecurity?

La teoria della codifica duale, formulata da Allan Paivio più di mezzo secolo fa, sostiene un concetto piuttosto semplice: elaboriamo parole e immagini attraverso canali distinti e, quando entrambi trasmettono lo stesso messaggio, il ricordo ha due porte d’ingresso. Il fumetto si basa esattamente su questo meccanismo. Ed è anche per questo che funziona nella Cybersecurity awareness meglio di quanto la sua reputazione di formato leggero possa far pensare.

Poi c’è la storia, che svolge un lavoro diverso e più difficile da ottenere. Mentre la nostra mente vuole sapere cosa farà il personaggio, allo stesso tempo sta elaborando il modo in cui ha funzionato l’inganno. L’attenzione si mantiene da sola. Ed è proprio questo uno degli aspetti che pochi moduli obbligatori riescono a ottenere, perché un modulo obbligatorio rischia di essere percepito semplicemente come un’altra attività da portare a termine.

Una formazione che annoia non rimane impressa, e ciò che non rimane impresso non protegge nessuno. Scegliere il formato è una decisione di sicurezza, anche se può sembrare una semplice scelta di design. Ne avevamo già parlato confrontando fumetto, video e newsletter in base ai diversi obiettivi di awareness.

Quando la storia va avanti, chi legge prende posizione, cerca di anticipare le mosse del personaggio e si irrita quando lo vede commettere un errore. Quell’irritazione è apprendimento attivo sotto mentite spoglie ed è uno dei motivi per cui lo storytelling può contribuire a cambiare i comportamenti, là dove il semplice avvertimento diretto finisce per perdere efficacia. Nessuno discute con una diapositiva.

E poi c’è una questione di portata. Il manga è uno dei generi più letti al mondo, con una community che lo cerca per passione. Un formato che le persone scelgono già spontaneamente nel tempo libero può superare più facilmente la barriera della formazione aziendale, senza dover essere imposto.

Due epoche per separare l’inganno dalla tecnologia

L’intera storia è ambientata a Kanazawa. La stessa città, raccontata in due epoche lontane secoli.

Illustrazione divisa in diagonale da una crepa luminosa. A sinistra, la Kanazawa feudale in acquerello seppia: un tempio di legno tra montagne e bosco. A destra, la stessa città di notte, con grattacieli al neon sullo sfondo e un tempio tradizionale tra gli edifici.

Nell’Era dell’Acciaio siamo nel Giappone dei samurai, dove onore, codici e katane definiscono la vita. La tecnologia ancora non esiste, ma le minacce sì. Gli Oni-Maware sono demoni che rubano l’essenza delle persone e una confraternita è incaricata di affrontarli.

Nell’Era del Codice ritroviamo la stessa città, ora iperconnessa, dove i grattacieli convivono con i templi. Gli Oni-Maware si sono evoluti nei DemoHackers: stessi obiettivi, nuovi strumenti. A guidarli c’è un’organizzazione criminale chiamata Virus-Chan.

La crepa che collega le due epoche si chiama La Breccia nel Velo e anche la confraternita ha seguito questo percorso: nasce come Confraternita della Protezione Demoniaca e arriva all’era moderna come Confraternita della Protezione Cibernetica.

Ciò che il lettore guadagna è il confronto. Quando l’inganno si presenta senza un solo cavo di mezzo, diventano evidenti l’urgenza, l’autorità prestata e il canale che non può essere verificato. A quel punto, riconoscere gli stessi meccanismi in un’email diventa quasi naturale.

Un errore di sicurezza per ogni personaggio

Il manga d’avventura ha una caratteristica narrativa che qui si è rivelata perfetta. Ogni protagonista porta con sé un unico errore, ben definito e riconoscibile. Tradotto nel nostro ambito, ciascuno di questi errori corrisponde a un comportamento su cui si può lavorare attraverso la formazione. E poiché i personaggi sbagliano proprio come può sbagliare chiunque nella vita di tutti i giorni, il lettore si riconosce nell’errore prima ancora che arrivi la regola.

I tre protagonisti di ACCIAIO://CODICE a figura intera, separati da due fasce di luce diagonali. Kaoru, con kimono rosso e katana, e Tatsuo, con haori verde e katana, sullo sfondo crema dell'Era dell'Acciaio. Yuma, con giacca azzurra, occhiali e una protesi alla mano, sullo sfondo azzurro chiaro dell'Era del Codice.

Tra i temi affrontati, ce n’è uno che trovo particolarmente interessante: l’IA risolve rapidamente e con un’apparente sicurezza, e la tentazione di affidare completamente una decisione emerge proprio nei momenti in cui sarebbe meno opportuno farlo. È lo stesso terreno che affrontiamo quando spieghiamo perché, di fronte ai deepfake, allenare semplicemente l’occhio non basta.

Cosa puoi leggere oggi

Il capitolo 0 è già disponibile nel catalogo dei contenuti della piattaforma. Presenta la città, i tre protagonisti e il primo incontro tra le due epoche, preparando il terreno per rappresentare le situazioni più rilevanti legate alla cybersecurity.

Puoi guardare il trailer e conoscere i personaggi nella pagina dedicata al manga ACCIAIO://CODICE.

Gli altri formati con cui lavoriamo sono disponibili nella sezione dedicata agli strumenti di awareness e valutazione.

Se vuoi vedere come funziona con il tuo pubblico, richiedi una demo e ti mostreremo la piattaforma e il manga da vicino.

Carolina Carmelé

Creadora de contenidos con amplia experiencia en ciberseguridad, tecnología de la información y concienciación en seguridad. Desarrolla y gestiona materiales educativos claros, atractivos y eficaces, utilizando formatos creativos para conectar con audiencias diversas.

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