Il video breve è oggi il formato più consumato e quello che ci viene chiesto di più. Ha senso. Cattura l’attenzione in pochi secondi e mostra a colpo d’occhio ciò che per iscritto richiederebbe un intero paragrafo. Ma il fatto che un formato venga consumato di più non lo rende quello giusto per ogni scopo. Un programma di Cybersecurity awareness mette insieme obiettivi molto diversi, e ognuno passa meglio in un linguaggio visivo diverso.
C’è una domanda più utile di quale vinca, ed è un po’ scomoda. Cosa voglio che la persona faccia di diverso dopo aver visto questo? Quando parti da lì, il formato si sceglie quasi da solo.
Un formato di awareness è il linguaggio con cui consegni un contenuto di sicurezza: video, fumetto, newsletter, modulo interattivo o gioco. Non cambia il messaggio. Cambia come arriva, quanto resta in memoria e in quale momento la persona può usarlo.
Cosa fa bene ogni formato nella awareness?
Ogni formato ha un compito in cui rende meglio e un punto in cui conviene lasciarlo andare. Il video spicca nell’attenzione e nella dimostrazione. Il fumetto, nella lettura al proprio ritmo e nella riconsultazione. La newsletter, nella costanza e nel promemoria. Il modulo interattivo, nella pratica guidata. Scegliere bene significa accoppiare il punto di forza del formato con l’obiettivo del contenuto.
| Formato | Dove rende | Il suo limite | Uso migliore |
|---|---|---|---|
| Video breve | Catturare l’attenzione, mostrare un passaggio, carica emotiva | È passivo e difficile da riconsultare o correggere al volo | Agganciare all’inizio di una campagna; mostrare com’è fatto un attacco |
| Fumetto | Lettura asincrona, si scansiona a colpo d’occhio, si riconsulta senza riavvolgere | Non adatto a procedure lunghe | Fissare un’idea semplice e farla restare |
| Newsletter | Costanza, promemoria, raggiungere tutti | Si sfoglia in fretta; non serve per procedure né per allenare | Mantenere vivo il tema tra una campagna e l’altra; novità e promemoria |
| Modulo interattivo | Pratica e decisione guidata | Richiede un momento dedicato; non va bene per una consultazione rapida | Allenare una decisione concreta (segnalare, verificare, fermarsi) |
Nessuna riga di quella tabella è migliore delle altre. Sono strumenti per lavori diversi.
Quando conviene il video breve?
Il video breve conviene quando devi catturare l’attenzione in fretta o quando qualcosa si capisce meglio guardandolo che leggendolo. Mostrare com’è fatta un’email di phishing reale, ricreare il ritmo di una telefonata fraudolenta o trasmettere la tensione di un momento di decisione. Il video trasmette il movimento e l’emozione meglio della parola scritta o di una vignetta.
Il suo punto di forza è anche il suo limite. Il video è passivo. La persona guarda, annuisce e prosegue con la sua giornata. Se più tardi vuole ricordare il secondo passaggio di ciò che ha visto, deve riavvolgere e cercarlo, e non sempre lo fa.
Per questo il video brilla all’inizio del percorso, quando l’obiettivo è suscitare interesse. Per sostenere un comportamento nel tempo, ha quasi sempre bisogno di compagnia.
Cosa risolve il fumetto dove il video non arriva?
Il fumetto risolve tre cose che al video costano fatica. Si legge al proprio ritmo, si scansiona a colpo d’occhio e si riconsulta senza riavvolgere.
C’è una ragione cognitiva dietro. Quando un’immagine e una parola raccontano la stessa idea nello stesso momento, la mente le elabora attraverso due canali che si rafforzano a vicenda. È il principio della doppia codifica, e aiuta una vignetta ben fatta a essere ricordata meglio dello stesso messaggio in un paragrafo sciolto. Lo approfondiamo in perché i fumetti funzionano nella awareness.
Il fumetto si inserisce anche dove il video intralcia. Una persona può leggere una striscia in un open space senza cuffie e senza mettere in pausa nulla. E una breve vignetta può comparire proprio accanto all’errore, nell’istante in cui la lezione conta di più.
Il fumetto della Lega della Cybergiustizia, che abbiamo prodotto in SMARTFENSE, è nato con questa logica. Una storia semplice e scansionabile fa restare impressa un’idea di sicurezza meglio di un elenco di regole.
A cosa serve una newsletter di awareness?
La newsletter è il formato che mantiene viva la Cybersecurity awareness tra una campagna e l’altra. Raggiunge tutti con regolarità, ricorda un rischio del momento, condivide una novità o un caso recente, senza chiedere a nessuno di fermarsi troppo.
Il suo valore sta nella costanza. Si sfoglia in pochi minuti, quindi non serve a spiegare una procedura lunga né ad allenare una decisione. Ma nessun altro formato mantiene il tema presente, mese dopo mese, con così poco attrito. È il filo che collega una campagna a quella successiva.
Come scegli il formato in base al comportamento che vuoi cambiare?
Parti dal comportamento, non dal formato. Definisci cosa vuoi che la persona faccia di diverso e il linguaggio visivo diventa evidente.
- Perché presti attenzione a un tema che ancora non gli interessa, usa il video.
- Perché ricordi una regola semplice al momento giusto, usa un fumetto o un nudge visivo.
- Per mantenere il tema presente tra una campagna e l’altra, usa una newsletter periodica.
- Perché alleni una decisione sotto pressione, usa un modulo interattivo o un gioco, come nell’apprendimento basato sul gioco e nella gamification che cambia il comportamento.
La risposta onesta è raramente un solo formato. Un buon programma ne combina diversi lungo il percorso: il video che aggancia, il fumetto che fissa l’idea, il modulo interattivo che la mette alla prova e la newsletter che mantiene vivo il tema. Ciò che conta è che ogni pezzo abbia un compito chiaro e non ripeta quello precedente. Per questo la piattaforma di SMARTFENSE offre un catalogo con diversi formati, perché ogni obiettivo trovi il suo linguaggio.
Quindi, quale scelgo?
Quello che fa il lavoro che ti serve in quel punto del programma. Il video non compete con il fumetto, né la newsletter con il modulo interattivo. Ognuno fa un lavoro diverso, e competono tutti contro una cosa sola, un pezzo che nessuno ricorda il giorno dopo. Se parti dal comportamento che vuoi cambiare, sceglierai bene la maggior parte delle volte, qualunque formato tu usi.
Domande frequenti
Il video è migliore del fumetto per la awareness?
Non in termini assoluti. Il video cattura l’attenzione e dimostra meglio; il fumetto si legge al proprio ritmo e si riconsulta senza riavvolgere. Il formato migliore dipende dal comportamento che vuoi cambiare.
Perché un fumetto aiuta a ricordare un’idea?
Perché combina immagine e parola raccontando la stessa idea nello stesso momento, e la mente le elabora attraverso due canali che si rafforzano a vicenda. Questo principio di doppia codifica aiuta il messaggio a restare in memoria.
Quanti formati dovrebbe avere un programma di Cybersecurity awareness?
Quanti ne servono per coprire i diversi compiti del percorso. Il mix abituale è video per agganciare, fumetto per fissare idee semplici, moduli interattivi per esercitarsi e una newsletter per mantenere vivo il tema.
Quando non conviene usare un fumetto?
Quando bisogna spiegare una procedura lunga o dettagliata. Per passaggi e configurazioni, un modulo interattivo o una guida dettagliata funzionano meglio. Il fumetto rende con idee semplici e memorabili.
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